28 dicembre 2010

La DaMa: "Pane & Olio" l'extravergine per le serate special...

La DaMa: "Pane & Olio" l'extravergine per le serate special...: "From La DaMa was created, labeled 'Pane & Olio', an extravirgin olive oil for the evenings by the fireplace. Serving suggestions: a sli..."

22 dicembre 2010

Olio, nasce la task force a sostegno del made in Italy nel mondo

Roma - Quattrocentomila euro di cofinanziamento per il biennio 2011/2012 per sostenere azioni promozionali dell’olio extra vergine di oliva I.O.O.% di alta qualità nel mondo.
L’intesa operativa Mse-Ice-Unaprol è stata firmata a Roma da Pietro Celi, direttore generale per la promozione degli scambi del ministero dello Sviluppo economico, dall’ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell’Ice e da Massimo Gargano, presidente di Unaprol.
Si tratta del primo esperimento in assoluto che vede la collaborazione tra pubblico e privato per il sostegno di azioni in favore dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità italiano.
“Un’intesa operativa strategica tesa migliorare l’efficacia degli interventi pubblici nel settore dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano - ha affermato il direttore generale del Mse Pietro Celi - Ci sono già i primi segnali della ripresa economica. La macchina dell’export si è rimessa in moto e già nel periodo gennaio/agosto 2010, le esportazioni di olio di oliva vergine in generale sono cresciute del 14,8% in valore e del 13,8% in volume rispetto allo stesso periodo del 2009 e per tutte le aree geografiche e paesi del mondo. Un indicatore positivo – ha poi concluso Celi - che fa sperare in una ripresa dell’export italiano di uno dei  prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare”. 
L’intesa operativa, che scaturisce dalla firma del primo accordo di settore tra il ministero dello Sviluppo economico e la stessa Unaprol, avvenuta nel corso dell’ultimo Sol di Verona, entra ora nella fase operativa. Il programma prevede azioni congiunte di incoming di operatori, buyer e giornalisti in Italia; eventi promozionali all’estero con educational e workshop; azioni di sensibilizzazione dei consumatori.
“L’Ice di anno in anno sostiene nei mercati esteri oltre duemila aziende esportatrici del settore agro-alimentare - ha dichiarato il presidente dell’Ice, Umberto Vattani - Nel 2010 si sono svolti incontri specifici per l’olio italiano a Parigi, Amsterdam e Bruxelles. Nelle principali manifestazioni fieristiche quali il Sial di Parigi, la Fancy Food di New York e la Foodex di Tokyo la partecipazione italiana è stata la più importante. Grazie a quest’accordo - ha proseguito Vattani - daremo un ulteriore impulso e sostegno alla proiezione internazionale di un prodotto di punta del settore agro-alimentare, indirizzandoci verso Paesi di grande prospettiva come il Nord America, l’Europa e l’Asia (Cina, Hong Kong e Giappone) quali importanti mercati del futuro”.
“L’Ice – ha concluso Vattani - organizzerà delle missioni di delegazioni di compratori provenienti da questi paesi prevedendo per loro la visita ai principali distretti produttivi. Particolari iniziative si svolgeranno in Canada, con la partecipazione al Sial, dall’11 al 13 maggio a Toronto dove l’Italia sarà il Paese ospite d’onore, ed in Austria, nell’autunno 2011".
Tutte queste iniziative vanno ad aggiungersi e coordinarsi ad altri programmi di promozione sui mercati esteri previsti per il 2011 dall’Ice per il settore agro-alimentare e per l’olio in particolare e da Unaprol, nell’ambito di programmi sviluppati con il co-finanziamento di Unione europea e del Mipaaf e la collaborazione di Veronafiere.

 

18 novembre 2010

Olio d'oliva extravergine: una bottiglia su 3 è contraffatta

Olio d'oliva extravergine: una bottiglia su 3 è contraffatta. di Enrico Cinotti

Il Salvagente pubblica un'inquietante inchiesta di Arpam e Corpo forestale. 

>> LEGGI TUTTO.

 "Che amarezza" direbbe Cesare Cesaroni.

26 ottobre 2010

Cattiva informazione

L'Olio Extravergine non è solo una spremuta di olive e dopo la prima spremitura non ne esiste una seconda, al gusto l'acidità non è percepibile, il sentore piccante al palato non è indice di cattiva qualità, etc, etc... Quanta cattiva informazione.

22 ottobre 2010

Notizie dal "Campo"

21 ottobre 2010 - 11:47

Olio, vola l'export di qualità europea con progetto Ue Mipaaf-Unaprol

Aumenta del 27% l'export di olio italiano in Francia

olio.jpg
Con un saldo positivo che sfiora i 45 milioni di euro nel primo semestre del 2010, pari a 145mila quintali che registrano un +27% rispetto allo stesso periodo del 2009, l’Italia si conferma secondo esportatore di olio extra vergine di oliva in Francia e partner privilegiato per il prodotto d’eccellenza. Sono i positivi risultati del secondo anno di attività della campagna di informazione e promozione Ue dell’olio extra vergine di oliva dal titolo: olio di oliva, qualità europea che Unaprol-Consorzio olivicolo italiano sta realizzando in Francia con il contributo di Unione europea e del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e che contemporaneamente si sta svolgendo anche in Germania e Regno Unito.
Il progetto della qualità europea è stato presentato a Parigi da Unaprol durante il Sial il salone internazionale dell’agroalimentare nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche numerosi buyer e rappresentanti del sistema camerale italo-francese.
Dall’indagine Unaprol emerge che la Francia con poco più di quattromila tonnellate di prodotto locale rappresenta il quinto produttore della Ue dopo Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Importa mediamente oltre 100mila tonnellate all’anno di prodotto  per far fronte al proprio fabbisogno interno e di queste 100mila tonnellate circa il 30% di prodotto di alta qualità è importato direttamente dall’Italia.
Quasi la totalità del prodotto importato (95%), appartiene alla categoria extra vergine di oliva e il successo dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità europea di origine italiana è giustificato principalmente dalla percezione dello stesso da parte della clientela locale come un prodotto di qualità caratterizzato da gusto ed aroma molto intensi.
Il sondaggio effettuato da Unaprol nei due anni precedenti in Francia ha evidenziato che tra i consumatori d’oltralpe i punti di forza del prodotto di qualità europea targato Unaprol sono nell’ordine: aroma e profumo; gusto e sapore, seguiti da qualità e origine del prodotto. 
Le azioni del programma di  informazione e promozione Ue di Unaprol e Mipaaf si svolgeranno per tutto il 2011 in Francia. Il programma si propone di stimolare il consumo  di extra vergine, intensificare e diversificare l'uso di olio extra vergine di oliva nella cucina; migliorare l'informazione dei consumatori su aspetti meno noti del prodotto e fidelizzare le fasce più giovani della popolazione. Il programma è rivolto principalmente a  responsabili degli acquisti puntando principalmente a coinvolgere la fascia di età compresa tra 20 e 40 anni; opinion maker e cioè: gastronomi, cuochi, ristoratori, giornalisti e stampa specializzata di gastronomia, con un attenzione particolare alle riviste femminili; stampa medica e paramedica; operatori della distribuzione.
I principali canali di diffusione dei messaggi riguardano: promozione nei punti di vendita, dove vengono organizzate degustazioni guidate e proposte  nuove ricette. Viene diffuso materiale informativo, in ristoranti e gourmet. Intensa anche l’attività di relazioni pubbliche con i media  che sono puntualmente informati su eventi e iniziative  collegate al progetto. Completano il programma un nutrito calendario di partecipazione a fiere e saloni e  incoming di operatori per favorire relazioni commerciali più durature.

24 settembre 2010

"La Marca abbonda di grani, olio e vino e ne manda copia grande fora"..ma sarà così ancora oggi?

(testo parzialmente estratto da www.fitelmarche.it)
Da una pianta preziosa, che arricchisce e caratterizza un paesaggio agrario già di rara bellezza, come quello Marchigiano, proviene un prodotto ancora più prezioso in grado di arricchire ogni pietanza: l'olio extravergine d'oliva. Scrive il Muratori nelle sue "Antichità d'Italia del Medio Evo" che nel 1228, le navi marchigiane che approdavano sulla riva del Po a Ferrara pagavano un pedaggio, il "ripatico", pari a 25 libbre d'olio e che a questo olio veniva conferito un valore superiore a quello degli oli provenienti da altre regioni. Anche i Veneziani apprezzavano "l'olio de Marchia" che veniva separato dagli altri per essere rivenduto ad un prezzo superiore in virtù del colore e del sapore, come si legge nei capitolari dell'arte dei "Ternieri" di Venezia redatti nel 1263. Giungendo all'anno 1347 scopriamo che le Marche esportano 2.500 orci di olio d'oliva ai lanaioli fiorentini e, se permettete, esportare olio in Toscana è di per sé una garanzia di qualità non da tutti. Ancora alla fine del 1500 si ha notizia di esportazioni tant'è che Boterò, nelle sue "Relazioni Universali", scrive che "La Marca abbonda di grani, olio e vino e ne manda copia grande fora". Altre notizie di esportazioni di olio sono desunte dal Registro delle bollette di tutte le merci degli anni 1396 e 1397 e si riferiscono a trasporti effettuati dal porto di Recanati al porto di Venezia. Anche Papa Innocenzo VIII, come riferirono alcuni oratori di ritorno da Roma nel 1486, amava avere olio recanatese alla sua mensa. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri, i riferimenti storici si fanno sempre più numerosi e tutti testimoniano la grande reputazione che questo prodotto può vantare. A questo punto, verrebbe da chiedersi a cosa debba tanta fortuna l'olio marchigiano. È difficile individuare una sola ragione, un fattore in grado di fare la differenza. In realtà, la qualità e la tipicità dell'olio Marchigiano sono il frutto della combinazione di diversi fattori: la base varietale utilizzata, che vede unirsi al Frantoio ed al Leccino una serie di varietà locali diverse da zona a zona, il particolare ambiente pedoclimatico marchigiano, le tecniche agronomiche tradizionali e, non ultima, la sapiente tradizione frantoiana che vede coesistere le tecnologie più all'avanguardia con i piccoli impianti tradizionali a gestione familiare. Il risultato è un olio che, da anni, non fa che collezionare riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. L'olio tipico Marchigiano è caratterizzato da un gusto prevalentemente dolce e leggero, mediamente fruttato, talora con sentore di amaro e piccante. La  presenza di  numerose varietà tipiche  dell'ambiente marchigiano che si mescolano al Frantoio ed al Leccino in proporzione variabile, esaltando di volta in volta questa o quella caratteristica, rende possibile una combinazione pressoché infinita di sfumature e aromi per cui ogni assaggio di olio diviene un momento unico ed irripetibile. E l'elenco regionale dei prodotti tradizionali mette in rilievo proprio queste varietà locali tant'è che vi troviamo iscritti ben sette oli, tutti rigorosamente monovarietali. Questi oli rappresentano, allo stesso tempo, il passato ed il futuro in quanto, se è vero che la loro origine si perde nella notte dei tempi, è altresì vero che proprio in questi ultimi anni la loro produzione sta riscontrando un grosso favore verso i consumatori che ne apprezzano, oltre che l'elevato livello qualitativo, anche la loro riconoscibilità, dovuta proprio al fatto di essere ricavati da un'unica varietà di oliva. Gli oli iscritti provengono dalle seguenti varietà: Raggiola, Raggia, Mignola, Coroncina, Piantone di Mogliano, Piantone di Falerone e Sargano di Fermo. La raggiola è una cultivar marchigiana diffusa soprattutto in provincia di Pesare e Urbino. È conosciuta anche con diversi sinonimi, tra cui: Raggiola, Vergiola, Corgiola e Correggiolo. Pur  non essendo estremamente  produttiva, si fa apprezzare per  una certa costanza oltre che per l'elevata resa alla lavorazione. L'olio, di colore verde tendente al giallo, è di un buon fruttato, mandorlato, prevalentemente dolce, leggermente amaro e piccante. La Raggiola è anche molto apprezzata come oliva da mensa per via della polpa particolarmente dolce. Per certi versi simile alla Raggiola, la Raggia ha trovato il suo habitat ideale in provincia di Ancona, in particolare nel territorio dei comuni di Monte San Vito, Ostra, Ostra Vetere, Belvedere Ostrense, San Marcelle e Morrò d'Alba ma è diffusa anche nello Jesino dove è conosciuta come Mandolina, per via del tipico sentore di mandorla verde. Spostandoci poco più a sud incontriamo la Mignola, che è particolarmente diffusa nel comune di Cingoli, fino alle aree più interne, e nella Vallesina. L'olio  che  se ne ricava è  mediamente  fruttato, con  sentori peculiari di  erba e  frutti di  bosco: il sapore è marcatamente amaro e piccante, con note di dolce più o meno accentuate. Tipica dell'entroterra maceratese è invece la Coroncina, diffusa prevalentemente a Caldarola, Serrapetrona, Belforte del Chienti, Camporotondo e Cessapalombo. Il curioso nome che la tradizione locale ha dato a questa varietà sarebbe da attribuire a due fattori: la forma del frutto (la piccola sporgenza che il frutto presenta nella saldatura dei due carpelli è molto simile ad una corona) e il ramo fruttifero (il modo di fruttificare di questa varietà lungo il ramo lo rende simile ad un rosario che, nelle nostre campagne, viene per l'appunto chiamato "corona"). La resa in olio è medio-bassa e l'inolizione tardiva tanto che la CoroncinaMogliano, una cultivar che trova la sua maggiore diffusione in una zona " intermedia tra quella della Coroncina e la collina litoranea. Tuttavia, è presente anche nelle zone più interne della provincia anche ad altitudini superiori a 600 metri sul livello del mare.  L'olio, di colore giallo oro, ha un fruttato leggero tendenzialmente dolce con caratteristiche di amaro e piccante che compaiono in caso di raccolta precoce. Il Piantone di Falerone è invece diffuso in provincia di Fermo, in una zona compresa tra Montegiorgio e Falerone, oltre che nelle zone più interne del maceratese e anch'esso si spinge fino ad elevate altitudini. Caratterizzato da un fruttato medio-leggero, l'olio monovarietale di Piantone di Falerone presenta un gusto inizialmente dolce, leggermente piccante, con un retrogusto piacevolmente amaro. Meglio adattato nella zona litoranea invece il Sargano dì Fermo che dal fermano si spinge fino alla provincia di Ancona. Cultivar molto produttiva, da un olio di colore giallo, dal buon fruttato equilibrato, prevalentemente dolce, leggermente piccante e amaro al retrogusto. Sulla strada tracciata da questi oli, si sta sperimentando, con esiti più che incoraggianti, anche l'estrazione di altri oli monovarietali nella certezza che, visti i numeri dell'olivicoltura marchigiana (appena 7.000 ettari investiti sull'intero territorio regionale), se si vuole restare competitivi, in questo settore occorre puntare ad ogni costo sulla caratterizzazione, oltre che naturalmente sul livello qualitativo, degli oli locali.


Ma se storicamente tutto ciò corrisponde a verità, perchè l'olio extravergine di oliva marchigiano oggi non trova il posto che gli spetterebbe di diritto come prodotto di qualità sulle tavole degli italiani, sugli scaffali dei negozi, nelle oleoteche, nei ristoranti......possiamo fare qualcosa? Chissà, però possiamo provarci.